Viaggi e Covid-19: riflessioni dopo 8 mesi di emergenza

Viaggi e Covid-19

Questa sera ho preso in mano il blog con l’intento di raccontare il mio viaggio di quest’estate in Friuli Venezia Giulia. I pensier, però, hanno preso il sopravvento e quello che ne è uscito non è un racconto di viaggio, ma una pagina di diario di un anno segnato dal Covid-19 e che nessuno avrebbe voluto vivere. 

Senza ombra di dubbio il 2020 passerà alla storia. Purtroppo per motivi per niente felici e, proprio per questo, mi sembra giusto tenere traccia di quello che stiamo affrontando per poter rileggere queste parole tra qualche tempo e non dimenticare quest’anno bisesto, che ha confermato e superato l’appellativo di funesto.

Nella prima parte dell’anno, la pandemia da Covid-19 ha sconvolto l’Asia, poi l’Europa e infine il continente Americano per poi, con l’arrivo dell’autunno, tornare nuovamente a sconvolgere il vecchio continente. All’inizio, tutti abbiamo sperato che avremmo vissuto una primavera e un’estate più o meno normali, che le nostre prenotazioni e viaggi sarebbero solo stati spostati di qualche mese… e invece… oggi, esattamente dopo 8 mesi dopo il primo caso di Covid-19 in Italia, viviamo in un continente dove ogni giorno si contano nuove restrizioni, chiusure più o meno estese, e coprifuochi per cercare di arginare il diffondersi del contagio.

I nostri sogni di viaggio prima solo spostati, si stanno allontanando sempre di più, lasciandoci quella sensazione di amarezza dell’incompiuto, che non da pace. 

Mi manca viaggiare, parlare con le persone del luogo, immergermi in culture diverse. Mi manca camminare in mezzo ai mercati, assaggiare i piatti più strani, mangiare con le mani in Sri Lanka, assaggiare improbabili frullati a base di gelato, latte e non so cos’altro nel mercato di Port Louis a Mauritius, mi manca passeggiare tra le strade dell’Havana lasciandosi guidare solo dalla musica, tuffarsi in mare e nuotare con le mante alle Maldive, salire in sella a un motorino e guidare senza meta tra le risaie di Langkawi, sentire la terra sotto i piedi in un tempio induista, sfidare le scimmie sulla scalinata delle Batu Caves, ammirare le luci di Singapore dall’alto del Marina Bay Sands.
Mi manca fare surf a Lanzarote, salire sulla cima del Teide a Tenerife, svegliarsi all’alba per ammirare il sorgere del sole sul Grand Canyon, restare a bocca aperta davanti alle spiagge di Virgin Gorda, salire su un collettivo in Messico, un tuk tuk in Thailandia o su un autobus alle Seychelles, fare il bagno sotto una cascata nella foresta pluviale ai Caraibi o in mezzo al deserto della Tunisia…

Mi manca il panico che mi assale il giorno prima della partenza, mi manca fare la valigia, mi manca avere migliaia di foto da catalogare e selezionare, mi manca programmare la prossima partenza, mi manca essere travolta dal profumo di un paese subito dopo aver messo piede fuori dall’aereo…

Ci vorrà del tempo, più passano i giorni e più mi convinco che ne passerà tanto, ma torneremo a viaggiare con la leggerezza nel cuore e quando accadrà, tornerò su questa pagina e allora chiudere la valigia sarà ancora più bello.

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